Gloria accesso libero telescopi robotici

GLORIA (GLObal Robotic telescopes Intelligent Array for e-Science) è un progetto europeo, una rete, ad accesso libero, di telescopi robotici su larga scala. Esso permetterà agli utenti di raccogliere immagini e partecipare in modo attivo al loro utilizzo scientifico. GLORIA è finanziato dal settimo programma quadro con l’obiettivo di dar vita a una sorta di astronomia 2.0: condivisione via rete dei telescopi e accesso libero agli appassionati del cielo di tutto il mondo, per fare tutti insieme una scienza dal basso senza spostarsi dal proprio computer. Non più solo lo scampolo di cielo sopra le nostre teste, ma l’intera volta celeste. Da osservare con telescopi professionali e non, gratuitamente e su base meritocratica. Tutto grazie a una rete di telescopi robotizzati sparsa per il globo e a una piattaforma software per la raccolta e la valutazione peer-to-peer delle proposte d’osservazione. Esattamente come avviene per chi è astronomo di professione.

Link2Universe portale notizie di astronomia

Link2Universe è un portale dedicato alle più fresche notizie dal mondo dell’astronomia. Link2Universe si pone come obbiettivo quello di tenervi in contatto con i più recenti sviluppi dal mondo della ricerca all’interno della grande famiglia di scienze che ruota intorno all’astronomia. In Link2Universe si parla di cosmologia, astrofisica, astrobiologia, della ricerca nel campo degli esopianeti, fino agli studi dell’evoluzione stellare. Ma si parla anche di geologia e climatologia planetaria, di esplorazione spaziale e dei corpi più esotici che popolano il nostro cosmo, come buchi neri, quasar, pulsar… Oltre a questo, troverete molti articoli sugli sviluppi delle scienze alla base degli studi di cui prima si accennava: la fisica (insieme anche alla fisica quantistica), la chimica, e persino la matematica. Grazie a Link2Universe, inoltre, potrete seguire giorno per giorno gli sviluppi delle più importanti missioni spaziali che stanno esplorando il sistema solare e l’universo intero.

CERNland fisica per bambini

CERNland è un sito web con una gamma di giochi, applicazioni multimediali e film, un parco a tema virtuale sviluppato per portare l’emozione di ricerca del CERN a un pubblico giovane, di età compresa tra 7 e 12 anni. CERNland è progettato per mostrare ai bambini e trasmettere loro un po’ di fisica, spiegando così cosa fanno i fisici presso il CERN. Come per molti parchi a tema vero non c’è limite d’età reale per usufruire del CERNland: chiunque può seguire SuperBob intorno al LHC o provare atomi di costruzione attraverso la raccolta di elettroni, protoni e neutroni. CERNland mira ad attirare i giovani prima che comincino a prendere decisioni che influenzano la loro carriera futura. Il sito è stato sviluppato con l’aiuto di educatori professionali, assistenti e giovani, il loro contributo è stato incorporato nel design del sito. CERNland è in diverse lingue: English, Polski, Français, Español, Deutsch e Italiano.

Galaxy Zoo cataloga galassie con internet

Galaxy Zoo è un progetto scientifico che invita gli utenti del web a collaborare e aiutare per classificare le galassie, coinvolgendo direttamente a contribuire alla ricerca scientifica, pur ottenendo la possibilità di visualizzare le galassie che abitano il nostro universo. Perché hanno bisogno di persone per fare questo, piuttosto che usare un computer? La risposta è che il cervello umano è in grado di riconoscere dettagli che un computer non farebbe caso. Le galassie sono oggetti complessi che variano enormemente in apparenza, eppure in qualche modo possono essere molto simili, si potrebbe scrivere un programma per computer per classificare queste galassie, infatti molti ricercatori hanno fatto il possibile per crearne uno, ma finora nessuno ha davvero fatto un lavoro abbastanza buono. Non sono stati in grado di rendere i computer a vedere oltre la complessità, per identificare attendibilmente le somiglianze che appaiono evidenti ai nostri occhi e il cervello, per ora, e probabilmente ancora per qualche tempo, le persone restano il miglior espediente di classificazione delle galassie. Ottenere tutte queste classificazioni di galassie è solo la prima fase del progetto, quello che veramente vogliano fare è cercare di capire che tipo di galassie ci sono, come si formano, ed i processi che hanno cambiato adesione ai sistemi che vediamo oggi. Galaxy Zoo contiene quasi un quarto di un milione di galassie che siano mai state catturate con una macchina fotografica collegata a un telescopio robotico (lo Sloan Digital Sky Survey), al fine di capire come queste galassie, c’è bisogno di tutto l’aiuto possibile per classificarle secondo le loro forme, un compito al quale il cervello è addirittura migliore di un computer super veloce. Più di 150.000 persone hanno preso parte a Galaxy Zoo finora, producendo una ricchezza di preziosi dati.

WikiSky ricerca ed esplora universo

WikiSky lo scopo principale di questo fantastico sito web è quello di consolidare le informazioni astronomiche e altre informazioni su oggetti spaziali fatti da astrofisici e astronomi. Una mappa estremamente dettagliata dell’universo per aiutare tutti a comprendere meglio la raccolta di informazioni su qualsiasi oggetto dello spazio e vari fenomeni connessi tra di loro. Il sistema è in grado di visualizzare circa 500 milioni di oggetti (costellazioni, stelle, nebulose, galassie e quasar) dello spazio, informazioni su ogni oggetto e facile ricerca. Avevo già parlato in altri post di software che esplorano l’universo, (vedi Celestia) o mappe stellari (vedi Stellarium). I creatori di WikiSky (il progetto si chiama anche SKY-MAP) credono che la maggioranza degli uomini d’oggi sono troppo concentrati sulla loro vita quotidiana e non hanno abbastanza tempo per parlare dell’universo. Una persona che capisce le vie dell’Universo vedrà la Terra con occhi diversi, il nostro pianeta è così piccolo e vulnerabile che ogni piccolo incidente o imprevisto può immediatamente distruggere tutti noi. L’universo è enorme, e la gente è incredibilmente insignificante nello spazio infinito, pieno di pericoli sconosciuti. Gli autori di WikiSky vogliono presentare e illustrare l’universo alle persone e possibilmente cambiare il loro atteggiamento nei confronti del nostro pianeta, lo staff di WikiSky è convinto che la comprensione  e conoscenza del proprio posto di una persona nell’universo dia alle persone una sorta di libertà interna cioè la capacità di apprezzare se stessi così da concentrarsi sui problemi reali. Avendo un enorme potenziale didattico e scientifico si potrebbe svolgere un ruolo importante nella divulgazione della scienza circa l’universo, gli autori sperano di attirare l’attenzione della gente con un compito ben preciso, sopravvivere nell’universo.

LHC ottimismo e record di giri

LHC il grande acceleratore di particelle ha riaperto i battenti e si appresta così a riprendere da dove aveva iniziato cioè scoprire i segreti dell’universo. Nella notte tra il 20 e il 21 novembre i primi fasci di particelle hanno fatto il giro in direzioni opposte dell’anello di 27 km a Ginevra, tutto funziona perfettamente e si potrebbero già sperimentare le prime collisioni a bassa energia con 7-10 giorni di anticipo. Alle 21:55 di venerdì 20 novembre, un’affollatissima sala di controllo ha applaudito il primo vero successo dell’Lhc di quest’anno: i primi fasci di particelle hanno fatto il giro completo del grande acceleratore in poche frazioni di secondo. Fino ad oggi, infatti, il fascio di protoni è stato attivato in modo da percorrere singoli settori della macchina e non tutto l’anello lungo 27 chilometri.

Record di giri
Questo lavoro, che lo scorso anno aveva richiesto 10 ore di tempo, è stato compiuto in meno di due ore.
Dopo aver completato il primo giro completo dell’anello alle 20:36, i ricercatori del Cern hanno deciso di provare a migliorarne la qualità e mantenerlo il più possibile in circolazione. Questa operazione viene effettuata “catturando” il fascio di protoni con uno strumento chiamato Cavità Radiofrequenza che si trova al punto 4 dell’anello e accelera i fasci. L’intervento di cattura ha funzionato al primo colpo e, in pochi secondi, il fascio 1 ha raggiunto il record di 10 milioni di giri.

Cambio
Nella notte il fascio 1 è stato abbandonato e i tecnici del Cern si sono concentrati sul fascio 2, quello che “corre” in senso antiorario. Tutte le operazioni di immissione di particelle e i primi giri sono stati completati molto più velocemente di quanto ci si attendesse. Dopo 100.000 giri stabili, anche il fascio 2 è stato catturato dalla cavità Radio Frequenza.

Tutto pronto per gli scontri
A questo punto i fasci di protoni circolano nelle due direzioni stabilmente e gli esperimenti stanno procedendo registrando soltanto il passaggio dei fasci nei rivelatori (tecnicamente splash events).  Inoltre, si sta lavorando sulla cavità Radiofrequenza.
La prossima tappa importante sarà costituita dalle collisioni a bassa energia, attese tra circa una settimana. Ma nella testa del direttore per gli acceleratori, Steve Myers, non è escluso provare già a collidere a bassa energia (450 GeV)!

Euforia e ottimismo
“Al Cern respiriamo un clima molto positivo”, ha affermato il portavoce del Cern, James Gillies, ufficialmente nei prossimi giorni si tenterà di raggiungere l’energia di 1,2 TeV, un record per la fisica contemporanea, mentre a regime la macchina funzionerà all’energia di 7 TeV per fascio.

Fonte | Focus

Tevatron acceleratore di particelle

 

Tevatron è un acceleratore di particelle situato a Batavia (Illinois) in America, precisamente in un terreno agricolo a circa 50 Km a ovest di Chicago in un laboratorio intitolato Fermilab (Fermi National Accelerator Laboratory) per ricordare Enrico Fermi che a Chicago ha soggiornato e lavorato. L’energia massima di questa macchina acceleratrice è dell’ordine di 1 TeV, da qui il nome Tevatron, l’acceleratore Tevatron è una macchina versatile in quanto può essere fatta funzionare sia come acceleratore a bersaglio fisso, sia come dispositivo a fasci incrociati. Il 13 luglio 1983 l’acceleratore aumentò, ulteriormente l’energia massima disponibile, grazie all’utilizzo di magneti superconduttori (utilizzati anche nell’altro acceleratore di particelle LHC nel laboratorio del CERN di Ginevra) già presi in considerazione durante l’iniziale progettazione, ma il rischio di una tecnologia non ancora sperimentata sembrò allora troppo grande. La tecnologia dei magneti superconduttori ha permesso ai fisici di raggiungere negli acceleratori circolari energie più alte, dal momento che nelle bobine superconduttrici la resistenza è quasi nulla, è possibile creare campi magnetici più intensi. Nei magneti convenzionali, la resistenza degli avvolgimenti fa riscaldare la bobina, e sotto forma di calore (effetto Joule) va dispersa molta energia, questa innovazione, l’utilizzo dei magneti superconduttori negli acceleratori, ha segnato l’inizio di una nuova era nella fisica della materia. Il nuovo “frantumatore di atomi” come il Tevatron venne battezzato dalla stampa, fu elogiato in messaggi inviati da molte istituzioni, tra le quali in particolare lo US Department of Energy (DOE), l’ente che aveva stanziato i fondi per la sua costruzione. Negli ultimi anni il Fermilab ha ulteriormente migliorato il sistema di magneti superconduttori e la sorgente di antiprotoni per sfruttare al massimo tutte le potenzialità del Tevatron e conservare la propria supremazia mondiale nel campo della fisica delle particelle. Oggi il Tevatron può far collidere protoni da 900 GeV con antiprotoni da 900 GeV e raggiungere un valore di energia senza precedenti, pari a 1,8 TeV, in ognuna di queste collisioni il Tevatron crea un moltitudine di particelle, fornendo dati di qualità mai raggiunti prima e contribuendo a confermare quasi tutte le previsioni della Teoria Standard, come la scoperta del quark top annunciata il 2 marzo 1995. La ricerca di questa particella era iniziata nel 1977, quando era stato trovato il quinto quark, il bottom, sempre a Fermilab. Ci è voluto tutto questo tempo, perché il quark top era molto più massivo di quanto si prevedesse originariamente, e perciò occorreva un acceleratore molto più potente per riuscire a crearlo. Anche se il quark top decade troppo velocemente per potere essere osservato, si lascia dietro delle particelle che permettono di identificare la sua esistenza: una specie di “firma”. Il quark top può decadere in più di una maniera. Dato che un quark top appare raramente, una volta su vari miliardi di collisioni, è stato necessario realizzare milioni di miliardi di collisioni e nel 2007 ne hanno misurato la massa con una percentuale di errore vicina all’uno per cento. Nel 2006 inoltre è stata osservata per la prima volta l’oscillazione del Bs ovvero l’oscillazione del mesone Bs, che compie delle oscillazioni tra materia ed antimateria 3 trilioni di volte in un secondo. Se volete rimanere aggiornati sui segreti dell’universo visitate INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’istituto che promuove, coordina ed effettua la ricerca scientifica nel campo della fisica subnucleare, nucleare e astroparticellare.

Universo da teorie semplici a complesse

Universo, una nozione corrispondente all’idea di totalità e di massima ampiezza, con riferimento alle cose esistenti, conosciute e ignote, e all’indefinito ambito spaziale in cui sono accolte. Il termine Universo designa tutti gli oggetti celesti e lo spazio che li contiene. La branca dell’astronomia che ne studia l’origine e l’evoluzione è la cosmologia (dal greco kòsmos = universo, e lògos = discorso). Uno spazio che è sede di tutti i corpi materiali e in cui si verificano tutti i fenomeni naturali, si può rappresentare schematicamente come l’insieme di tutte le innumerevoli stelle, riunite in complessi isolati (galassie), e della materia interstellare e intergalattica. La materia dell’universo è distribuita in atomi, molecole, particelle solide minutisime (pulviscolo cosmico) e in stelle. Queste ultime non sono ugualmente distribuite nello spazio, ma riunite in famiglie, dette nebulose o galassie perchè analoghe alla nostra galassia: questa è un ammasso stellare a forma di lente molto schiacciata. Il Sistema Galattico, a sua volta a molte altre galassie, ha una struttura spiraliforme. Babilonesi, Maya, Egiziani, Fenici, Cinesi ed altri hanno lasciato tracce delle loro esperienze astronomiche, le prime teorie cosmologiche sviluppate probabilmente intorno al 4000 a.C. presso i popoli della Mesopotamia  erano formulate sulla base di dati empirici raccolti durante semplici osservazioni del cielo. Esse si fondavano sull’assunzione che la Terra fosse ferma, al centro dell’universo, e che tutti i corpi celesti si muovessero lungo orbite stabili, intorno a essa. La medesima concezione ricevette il consenso del filosofo Aristotele e dell’astronomo greco Tolomeo i quali sostennero l’ipotesi di universo finito, sostanzialmente statico. Il moto notturno delle stelle venne interpretato sulla base di semplici modelli in cui le stelle rappresentate da piccole e brillanti sferette di cristallo, venivano poste in moto intorno a un nucleo centrale, che rappresentava il nostro pianeta. Soprattutto a causa del prestigio di Aristotele, l’ipotesi che la Terra fosse al centro dell’universo rimase praticamente immutata fino al 1543, quando l’astronomo polacco Niccolò Copernico pubblicò le proprie teorie nel De Revolutionibus Orbium Coelestium (Sulla rivoluzione delle sfere celesti), proponendo un nuovo modello planetario nel quale i pianeti si muovevano su orbite circolari attorno al Sole, che secondo la teoria si trovava al centro dell’universo, egli attribuì il moto delle stelle alla rotazione della Terra attorno al proprio asse. Il passo successivo venne compiuto dall’astronomo tedesco Giovanni Keplero il quale, convinto sostenitore del sistema copernicano, enunciò le tre leggi che regolano il moto dei pianeti, l’ipotesi copernicana trovò poi in Galileo uno dei più illustri sostenitori. Il matematico e fisico britannico Isaac Newton mostrò che le leggi di Keplero potevano essere dedotte dalle leggi generali del moto e dalla teoria della gravitazione universale, mettendo in evidenza la validità generale di queste teorie. Il primo tentativo di descrivere l’universo nella sua interezza all’interno di una teoria fisico-matematica è stato fatto in tempi recenti da Albert Einstein, nel 1917, come applicazione della sua teoria della relatività generale. Il modello di Einstein era però un esempio statico e ipotizzava che le galassie fossero distribuite uniformemente in tutto lo spazio. Il passo decisivo verso l’attuale concezione del’universo fu fatto nel 1922 dal matematico russo Aleksandr Aleksandrovi Fridman nell’ipotesi che l’universo non fosse stazionario, ma si espandesse a partire da uno stato iniziale (singolarità) in cui tutto lo spazio aveva volume nullo e tutta la materia era accentrata in un punto. Il modello di Fridman fu ripreso nel 1948 da George Gamow che ipotizzo un’esplosione iniziale di materia supercompressa e caldissima (la palla di fuoco primordiale) da cui avrebbe avuto origine lo spazio, il tempo e tutti gli elementi. Ricapitoliamo quindi le teorie sull’origine dell’Universo ovviamente quelle più accreditate:

  • Stato stazionario: l’Universo non ha avuto un’origine, ma è sempre esistito presentando un aspetto mediamente uguale in ogni punto dello spazio e in ogni tempo. Secondo questa teoria, nel corso del tempo si crea della materia in ogni regione dello spazio per mantenere costante la densità media dell’Universo, che tende a diminuire per effetto dell’espansione.
  • Big Bang: l’inizio dell’universo e segnato da un evento preciso, il Big Bang (in inglese, grande esplosione): è l’istante in cui comincia l’espansione dell’Universo, a partire da valori di temperatura e densità enormemente grandi (si può pensare che tutta la materia dell’Universo nel primissimo istante tosse concentrata in un punto). Si pensa che il Big Bang sia avvenuto tra 15 e 20 miliardi di anni fa.
  • Universo a bolle: la contemporanea esistenza di piu’ universi fra di loro collegati per mezzo di cunicoli spazio-temporali, i buchi neri.

In questo terzo millennio la fisica e la meccanica quantistica hanno fatto passi da gigante con la nuova tecnologia avanzata a disposizione (potenti telescopi, satelliti avanzati, accelleratori di particelle, vedi LHC) i fisici possono spiegare e descrivere nel dettaglio la struttura della materia, sanno riprodurre in laboratorio le condizioni esistenti nei primi attimi dell’universo quando materia e antimateria erano presenti in eguale misura, sanno descrivere le interazioni tra le particelle con leggi semplici, tuttavia molti interrogativi sono aperti restando un mistero per gli scienziati, ma è proprio questo il bello della scienza.

LHC il potente acceleratore di particelle

Il CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, fondato nel 1954, sorge alle pendici dei monti Jura sul confine tra Francia e Svizzera, a nord ovest di Ginevra. Qui gli scienziati e i ricercatori utilizzano sei acceleratori di particelle che sono tra i più grandi strumenti scientifici mai costruiti. In queste apparecchiature, le particelle elementari vengono accelerate per mezzo di energie enormemente elevate e successivamente fatte collidere. Queste collisioni, registrate dai rilevatori di particelle, offrono un indizio sulle caratteristiche della materia pochi istanti dopo il Big Bang. Il CERN è composto da venti stati membri fondatori: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. A questi si aggiungono in qualità di osservatori: India, Israele, Giappone, Federazione Russa, Stati Uniti d’America, Turchia, la Commissione Europea e l’UNESCO. Il vasto programma di ricerca del CERN è condotto da circa 6.500 ricercatori ospiti provenienti da oltre 80 nazioni (equivalenti a circa la metà degli scienziati mondiali nel campo della fisica delle particelle), supportati da oltre 2.500 membri dello staff interno. Tra i risultati ottenuti dalle ricerche del CERN c’è la scoperta dei bosoni W e Z, due particelle fondamentali dell’universo. Oltre ad aver ricevuto il Premio Nobel per la fisica, i ricercatori del CERN sono stati anche pionieri nello sviluppo della moderna Internet: all’inizio degli anni Novanta Tim Berners-Lee ha inventato il World Wide Web proprio presso il CERN per soddisfare l’esigenza di condivisione automatica delle informazioni tra scienziati ubicati in università e istituti diversi del pianeta. Diventato operativo nel settembre del 2008, il Large Hadron Collider (LHC) del CERN è un gigantesco acceleratore di particelle e il più grande strumento scientifico del mondo. È ospitato in un tunnel sotterraneo circolare con una circonferenza media di 27 km, 100 metri sotto la sede del CERN, e consente di imprimere alle particelle un’accelerazione praticamente pari alla velocità della luce. Questo acceleratore genererà grandi quantità di dati, che il CERN invierà ai laboratori di tutto il mondo per essere elaborati in modo distribuito. Durante un esperimento condotto nel febbraio del 2006 è stato inviato uno stream di dati alla velocità di 1 Gigabit (Gb) al secondo verso sette diversi luoghi del pianeta, oltre a ospitare il più grande e potente acceleratore di particelle del mondo, il CERN gestisce il progetto LHC Computing Grid (LCG), il servizio di griglia scientifica internazionale più grande del mondo, che fornirà l’accesso a funzioni di elaborazione e memorizzazione dati condivise su Internet e a collegamenti dedicati a 10 Gbit/s per consentire agli scienziati di tutto il pianeta di produrre, archiviare e analizzare una quantità stimata di 15 Petabyte (1 Pb = 1 milione di Gb) di dati all’anno. L’obiettivo del LHC del CERN è di rispondere agli interrogativi sulla natura dell’universo, una porzione che l’osservazione astronomica ha dimostrato essere inspiegabile mediante la materia ordinaria. Inoltre, i ricercatori che utilizzano il LHC stanno cercando di determinare se esistono delle ulteriori dimensioni, come suggerito da diversi modelli ispirati dalla teoria delle stringhe, oltre che identificare le sottili differenze tra la materia e l’antimateria che potrebbero spiegare la predominanza della prima nel nostro universo attuale. Compie proprio oggi un anno l’esperimento svolto al CERN, precisamente il 10 Settembre 2008 i protoni avevano percorso per la prima volta con successo l’anello principale di LHC, il 19 Settembre 2008, le operazioni furono fermate a causa di una seria rottura tra due bande magnetiche.

Enciclopedia della Cronologia

Enciclopedia della Cronologia un sito storico senza grandi pretese, messo in rete del tutto gratuito che riassume l’intero resoconto della storia, dal Big Bang dell’universo alle prime civiltà apparse sulla Terra, dalla storia contemporanea fino alle previsioni socio economiche. Tutto riportato in ordine cronologico e scritto in modo semplice che anche un bambino o un anziano può leggere senza troppe difficoltà. Per fare delle ricerche potete usare il potente motore di ricerca all’interno del sito web il risultato vi sarà presentato ordinato per rilevanza, data e titolo. Parlando di numeri e statistiche, ci sono più di 760.000 pagine visitate da 151 Paesi di tutto il mondo, un totale di visite spaventoso circa 793.286.380 dal 1995 ad oggi,  inoltre ha avuto dei riconoscimenti in ambito internazionale. L’autore di quest’opera (capolavoro cronologico) nata prima di Wikipedia è Franco Gonzato un pioniere dell’informatica, metà filosofo e metà umanista, titolare negli anni ‘80 di un negozio di computer, un bel giorno ha chiuso bottega e ha deciso di digitalizzare la storia umana e metterla on line. Una miniera d’informazioni alcune molto rare per studenti, storici, giornalisti, politici e filosofi, bisogna anche ringraziare il contributo dei lettori che costantemente gli inviano o gli segnalano documenti. 

Buon viaggio nel tempo.