Terranauta informazione ecologica

Terranauta fin dalla sua nascita (2004), ha guardato con molta attenzione a temi oggi tristemente diventati di moda in seguito alle sempre più frequenti e allarmanti notizie sui cambiamenti climatici, sui problemi dello smaltimento dei rifiuti, sul rispetto delle biodiversità. Su Terranauta troverete molti articoli che parlano di: riduzione degli sprechi e dei rifiuti, consumo critico e consapevole, nuovi e vecchi stili di vita, riciclo, filiera corta, decrescita felice, salute e alimentazione, autoproduzione, energie alternative, risparmio energetico, città e cultura ecologiche, bioedilizia, città in transizione, permacultura, ecosistemi e ambiente. L’obiettivo di Terranauta è quello di proporre soluzioni concrete alle complessità che di volta in volta si verranno a presentare. Una visione olistica ed ecologica del mondo è in grado di interpretare i fenomeni che contraddistinguono la nostra epoca, una visione ecologica del mondo ed un approccio olistico alla vita, infatti, comporterebbero un netto miglioramento delle drammatiche situazioni planetarie. Liberarsi dalla dipendenza dal petrolio, ad esempio, non significherebbe soltanto affrancarsi dai ricatti di chi lo controlla, o abbattere le emissioni di sostanze inquinanti, ma anche eliminare le cause di molte guerre, morti e distruzioni. Rispettare e proteggere le risorse naturali, allo stesso modo, significherebbe impedire le sempre più imminenti guerre dell’acqua. E ancora: diffondere una coscienza ecologica nella vita quotidiana significa assicurare un futuro migliore (ma prima di tutto un futuro) a noi e ai nostri figli, significa non affogare nei rifiuti, non bagnarsi in estate in una fogna, non rinchiudere i nostri fratelli animali negli zoo e non rinchiudere noi stessi in queste tristi gabbie che sono diventate le città di tutto il pianeta. Oggi viviamo in un paradosso estremo: in occidente il benessere è sempre più diffuso, il tenore di vita altissimo, gli sprechi incredibili. Eppure la depressione è diventata la malattia più comune e le facce che incontriamo per strada sono tristi o ostili. E nonostante ciò, viene considerato un fattore di crescita positivo l’aumento dei consumi (e degli sprechi!) quando il dimezzamento di essi dovrebbe essere il nostro obiettivo primario. Poi capita di incontrare i cosiddetti popoli del terzo mondo: africani, indiani, pakistani. E ci si rende conto che pur vivendo in una miseria estrema queste persone, se non coinvolte in guerre o genocidi e se protette dalle innumerevoli malattie che li circondano, sono tendenzialmente più ottimiste e pronte al sorriso di noi. Coscienza ecologica, quindi, significa semplicemente ricordarsi che lavoriamo e produciamo per vivere e non viviamo per lavorare e produrre. Un’informazione quotidiana su ciò che accade nel nostro pianeta e su come provare a cambiare il nostro piccolo mondo.

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